COME VINCERE IL DOPING (Tratto da www.benessere.com)

Il doping non si può sconfiggere solo accentuando i controlli e le punizioni, tra cui l’averne riconosciuto la qualifica di reato vero e proprio, ma piuttosto con uno sforzo maggiore nell’opera di rieducazione allo sport.
Quando un ragazzo decide di avviarsi alla pratica di un’attività sportiva è necessario che qualcuno lo aiuti a porsi in modo chiaro quali possano essere i suoi obiettivi.
Dato per scontato che la scelta di uno sport nasca come prima spinta per l’istintivo piacere che si prova durante tale attività, come ad esempio dare calci a un pallone o impugnare una racchetta, correre o saltare o nuotare o pedalare, o altro ancora, compito dell’educatore (allenatore, istruttore, medico, insegnante, genitore) sarà quello di aiutarlo a comprendere bene due punti:
- dove voglio arrivare (obiettivi personali)
- come ci posso arrivare (quanta fatica devo fare)
Questo significa che occorre una valutazione obiettiva delle proprie doti atletiche e di conseguenza, in base alle esigenze dello sport preferito, pianificare come migliorarsi (= pianificazione dell’allenamento).
È vero che campioni si nasce (e solo pochi lo sono), ma è altrettanto vero che atleti lo si diventa grazie ad un corretto allenamento, e tutti possono diventare atleti.
Principio essenziale su ci si basano tutti i programmi di allenamento: sono io, atleta, l’avversario da superare.
Gli obiettivi che ogni atleta si deve porre hanno un fattore comune: puntare a superare i propri limiti.
Il solo ed eterno avversario di ogni atleta è sempre e solo se stesso.
Questa premessa è fondamentale per poter affrontare una carriera sportiva con serenità, passione e garanzia di successo. E se questa premessa viene fatta propria dall’atleta, è sicuramente più difficile cadere nella tentazione del doping.
Con queste convinzioni ben radicate in mente difficilmente la sconfitta viene vissuta come qualcosa di negativo, ma viceversa diventa una tappa inevitabile nel cammino di un atleta, necessaria per imparare a non ripetere gli stessi errori!
E in conseguenza di questo l’obiettivo a cui un atleta punterà sempre sarà: migliorare (e non “vincere a tutti i costi”!). E il raggiungimento concreto dei miglioramenti lo porterà conseguentemente anche a riportare successi che rafforzeranno la determinazione a continuare su questa strada.
Anche un buon piazzamento in una competizione importante è un successo, se sono cosciente del divario tecnico-atletico verso i miei avversari. Questa serenità mi consentirà di dare sempre il massimo (cuore) ed essere sempre concentrato (intelligenza) per raggiungere il mio obiettivo di miglioramento, e quindi i miei successi sportivi.
Il vero successo nella lotta al doping dipende solo da me, singolo atleta. A nulla servono doti atletiche senza cuore e intelligenza. Fama e successo possono arrivare solo dopo lunghi sacrifici, ma la strada percorsa è una strada sicura anche se non facile, al contrario di altre apparentemente più brevi, ma che nascondono insidie che possono segnare per tutta la vita.
Infine, non va dimenticato che sbagliare è umano, ma riconoscere e ammettere i propri errori non è da tutti. Solo un grande coraggio e una grande umiltà possono spingere a farlo.

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